Tag

, , , ,

Immagine

Certamente non è il primo e non è nemmeno nuova l’idea di avere un blog, nè tanto meno averne uno che tratti della così detta street art, ma forse a questo punto è un’esigenza.

Ho troppi scatti raccolti in questi anni, troppe impressioni, troppe emozioni per poter continuare a tenere tutto in una maniera disordinata e casuale.

O può darsi che tutto dipenda dal fatto che sono tre giorni che piove e che non si può andare fuori con la macchina fotografica a caccia di immagini.

O può darsi che tutto dipenda dal fatto che pur piovendo da tre giorni, ieri ho avuto una visione terrificantemente bella, un incubo meravigliosamente attraente.

Non so.

Fatto sta che sono qui contro qualsiasi mio personale principio e mia personale avversione a scrivere di street art.

Chiariamo subito. Non di tutta la street art. Ma solo della mia, ovvero di quella che incontro e con cui mi scontro da anni. Ce ne è al mondo molta di più certamente, ma io molta, la gran parte non la vedo e non la vedrò.

Dice si. Ma ora c’è intenet fai una ricerca per parole chiave, ti iscrivi a Facebook, usi il mezzo e puoi vedere tutta la street art del mondo.

E’ vero, ma….

Ma è un’altra cosa.

E’ la stessa differenza che passa tra vedere la “Giuditta ed Oloferne” di Artemisia al Museo di Capodimonte o vederla stampata su un libro, sentire cantare la Regina della Notte dal Flauto Magico di Mozart dal vivo invece che a casa propria mentre di sotto qualcuno spige furiosamente su un clacson o vedere un film, scegliete voi quale, a casa vostra. Potrete avere il maxi schermo che volete, ma la magia della sala del cinema, quella a casa non potrete mai ricrearla.

Ecco la street art è così.

Tu vai in giro e la scopri. Piccoli interventi o grandi pareti ti si aprono davanti all’improvviso o perchè sei andato lì proprio perchè lo sapevi che li avresti trovati.

Lentamente impari a riconoscere lo stile e ti sembra di rivedere un caro amico che non incontravi da un po’ e cominci pure ad intuire le logiche. Sai, o meglio intuisci, che su un muro deve esserci per forza qualcosa perchè è “il muro giusto” ed è una bella emozione quando effettivamente poi quel segno lo trovi.

Certo la street art è pericolosa.
Da dipendenza. Finisci con l’andare sempre in giro guardandoti attorno perchè può essere ovunque. Ti costringe all’osservazione dei luoghi della città, ti costringe a prendere atto di quello che effettivamente è una città. Infine ti costringe ad avere sempre con te una macchina fotografica che aggrava il peso della tua borsa e dei tuoi passi.

Cammini più lento e rifletti di più.

Detto questo avviso che la mia finestra sarà piccola. Piccolissima.

Aggiungo solo, per dovere di chiarezza e di merito, che il titolo del blog è preso a prestito da un’operazione murale di Cyop&Kaf nel centro storico di Napoli, molti anni fa. Forse 2006. Non usavo ancora la macchina digitale perchè ancora si trovavano i rullini e le foto venivano ancora stampate in maniera decente.