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Poco prima di entrare in una trasmissione televisiva questo fu ciò che chiese Anna Magnani al suo truccatore.

A questa frase penso spesso a volte camminando per le vie del centro storico di Napoli.

Certo qualcuno potrebbe chiamarlo degrado urbano (e a volte lo è), ma a me sembrano più spesso rughe che i 3 millenni di storia hanno lasciato sul volto della città.

Ma c’è un arista che da qualche hanno si aggira per quelle medesime strade e forse senza nemmeno conoscere la frase di Anna Magnani la incarna perfettamente nei segni che lascia sui muri del centro città.

Volti pesantemente segnati dai problemi, dalla difficoltà del vivere,

Marvin Crushler - Centro Storico - Napoli

Marvin Crushler – Centro Storico – Napoli

dal tempo che passa

Marvin Crusher - Centro Storico - Napoli

Marvin Crusher – Centro Storico – Napoli

o anche dalla necessità di integrarsi in una nuova realtà.

Lentamente anche Napoli diviene una città multietnica e la diversità è un dato di fatto. Il proprio vicino ha un altro colore e spesso la sua cucina ha un odore completamente diverso.

Marvin Crushler - Centro Storico - Napoli

Marvin Crushler – Centro Storico – Napoli

Trovo, camminando per le strade di Napoli, questi volti che Marvin Crushler riesce ad incastonare perfettamente nelle screpolature dei muri e mi sembra che la loro poesia, molto vicina a quella di Marc Chagall, renda diversa (migliori?) la vita di quelle persone che vivono con le screpolature sotto gli occhi e forse sull’anima tutti i giorni.

Perché poi questi volti sono colorati e pieni di ottimismo e suggeriscono che ci sia ancora una musica da suonare insieme mescolando le culture

Marvin Crushler - Centro Storico - Napoli

Marvin Crushler – Centro Storico – Napoli

e che insieme si possa ballare con passo leggero e da un balcone all’altro si possa passarsi un lungo nastro azzurro da usare come tramite per un incontro.

Marvin Crushler - Centro Storico - Napoli

Marvin Crushler – Centro Storico – Napoli