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E lo so. Sarei più…”trendy” (ma che parola orribile) se parlassi di Blu. Ne parlano tutti i giornali. Sta pure sulla prima pagina di La Repubblica on line di oggi insieme a Sten&Lex. Se lo facessi la mia piccola finestra avrebbe una folla di gente che si affaccia qui a leggere e a sgomitare, magari a far domande. E poi Blu l’ho visto lavorare nei mesi scorsi qui vicino a casa mia. In uno spazio piccolo, a poca distanza da dove vivo, ci sono ben tre cose sue che mi piacciono molto e che sono certa tutti ora correranno a vedere….o forse no. La Repubblica ne mostra una sola, quindi forse no.
Ma io non sono trendy ed allora parlo di altro.
Parlo di poesia. Parlo a modo mio, ovvio, dei Poeti del Trullo, che un po’ vicini di casa sono pure loro e poi a me il Trullo un po’ piace pure e mica lo trovo poi tanto periferia.
E per me è strano, ma proprio tanto, perché io di poesia ne capisco davvero poco. Mi affascina, invidio chi la legge e la capisce, ma io …. Nulla. Ne mastico poco.
E certo ci sta nella memoria:

“ei fu
siccome immobile
dato il mortal sospiro….”

che imparai perché mio cugino non imparava….
E ci sta pure:

“vuolsi così colà
dove si puote
ciò che si vuole
e più non dimandare”

e ci sta pure:

“la donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole
con il suo fascio dell’erba
e reca in mano un mazzolin di rose e di viole”

cito a memoria, ma vado poco oltre.

Ma ora ci sta un’altra cosa. C’è la poesia sui muri. E ci sta che ogni tanto ci caschi dentro, sopra, davanti, se guardi i muri e ci appoggi lo sguardo. Ti casca proprio lì.

PdT - Roma

PdT – Roma

E’ attratto lo sguardo, e non si può fare a meno di leggere, ed incredibilmente di capire e di trovarci dentro un posto, una nicchia pure per te. Come sempre la poesia è discreta e quindi non la si trova “sbattuta in prima pagina”, ma nascosta nelle pieghe di un portone e non ha nemmeno bisogno di pergamene e di carte pregiate.Come sempre la poesia è una maniera altra (alta) per parlare di sentimenti e di piccole verità nascoste dentro ciascuno di noi, come il “S’i fosse foco” del Cecco.

 

PdT - Roma

PdT – Roma

O ancora è modo da sempre per parlare della realtà di tutti i giorni e denunciarla, di metterla in una lingua che tutti possano comprendere.

PdT - Roma

PdT – Roma

E così nelle poche parole di Er Pinto è impossibile non trovare l’eco di quelle de Er Belli:
Er Bon Governo

Un bon governo, fijji, nun è cquello

Che vv’abbotta l’orecchie in zempiterno

De visscere pietose e ccor paterno:

Puro er lupo s’ammaschera da aggnello.

Nun ve fate confonne: un bon governo

Se sta zzitto e ssoccorre er poverello.

Er restante, fijjoli, è ttutt’orpello

Pe accecà ll’occhi e ccomparì a l’isterno.

Er vino a bbommercato, er pane grosso,

Li pesi ggiusti, le piggione bbasse,

Bbona la robba che pportàmo addosso…

Ecco cos’ha da fà un governo bbono;

E nnò ppiàggneve er morto, eppoi maggnasse

Quant’avete, e llassavve in abbandono.

25 settembre 1836

Alla faccia di tutti gli Space Inavders, io preferisco l’invasione della poesia.