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Una mattina di una decina di anni fa, era circa il 2004, la città di Napoli si svegliò e si scoprì invasa da …polli.
Sui muri del Centro Antico i polli di Cyop&Kaf erano ovunque. Forse avevano cominciato a volare lì già da un po’ di tempo, ma lo avevano fatto in silenzio e solo quando divennero numerosi la città se ne accorse.
Oddio. Credo che una mano gliela dette pure un articolo sulla pagina locale de “La Repubblica”, che comunque non sono più riuscita a ritrovare. La Repubblica, se poi era proprio lì che ne parlorono, lo indicò come un fenomeno artistico, ed indubbiamente lo era. Lo festeggiò benevola senza forse rendersi conto che quei polli erano una specie di campanelli di allarme.
Sembrano personaggi tranquillizzanti questi polli, rotondi, occhioni grandi. Quasi dei personaggi da fumetto per bambini. Erano polli un po’ di tutti i tipi, che pure qualcosa volevano dire.
C’era il re pollo che felice come una pasqua ed inconsapevole volava cacando piccoli proiettili.

Cyop&Kaf - Centro Storico - Napoli

Cyop&Kaf – Centro Storico – Napoli

C’era (e c’è) il pollo accecato dal denaro e non solo, con il cappello da uomo d’affari che aveva (ma sarebbe bene dire ha, perché non molto è cambiato) ingurgitato un po’ di tutto.

Cyop&Kaf - Centro Storico - Napoli

Cyop&Kaf – Centro Storico – Napoli

Il corpo è spigoloso e pesante e lentamente si libera, ma si libera solo portando morte ed uccidendo l’uomo, e in fondo se stesso.
Un pollo poi è stato davvero colpito negli occhi non può vedere e sanguina. Un pollo che ricorda così da vicino questa città dolente e a volte profondamente inconsapevole che va incontro al suo destino incapace di reagire anche per abitudine.

Cyop&Kaf - Centro Storico - Napoli

Cyop&Kaf – Centro Storico – Napoli

Ed ecco il pollo appena un poco più consapevole. Lui lo sa che sta cacando proiettili duri che feriranno ed uccideranno. Piange eppure non può, non sa, sottrarsi al controllo stretto sotto il quale lo tengono piccoli uomini (grandi come barattoli direbbe Caparezza) in berretto che assomigliano tanto a cape di morte.

Cyop&Kaf - Centro Storico - Napoli

Cyop&Kaf – Centro Storico – Napoli

E non poi così strano vedere della cape di morte così spietate in una città che della morte ha fatto un segnale quotidiano di potenza, quando in passato ne aveva un certo rispetto, non so come dire. La gente riservava ai morti una pietas di altri tempi, come si può ancora sentire al Cimitero delle Fontanelle.Uno dei regni più assoluti delle morte. Cercatelo e fatevi un giro lì. Vi sentirete in qualche misura rasserenati, non impauriti.

Cyop&Kaf - Centro Storico - Napoli

Cyop&Kaf – Centro Storico – Napoli

La trasformazione e l’incosapevolezza possono essere tali che il pollo assume forma di angelo con cuore, mentre siede su una bara e pensa solo pensieri di morte.
Oddio l’occhio è sempre un po’ a palle e vitreo come se il povero pollo fosse sotto l’effetto di qualche strano incantesimo.
Ma vi è un inganno ancora più grande, e forse è proprio quello che sta accadendo alla città.

Cyop&Kaf - Centro Storico - Napoli

Cyop&Kaf – Centro Storico – Napoli

L’inganno sta nel fatto che è proprio la morte stessa che si traveste da pollo, e il pollo è talmente pollo da non accorgersene. Da non accorgersi di quello che fa, di non accorgersi di ciò per cui viene utilizzato. E soddisfatto, sorride di se.
Crede che è lui a poter condurre il gioco.
Pensa di poter addomesticare la morte e di poterla trasformare in un angelo. Ma il travestimento è davvero mal riuscito e il trucco non sopravviverà nemmeno a Carnevale.
Il povero pollo è solo strumento.

Cyop&Kaf - Centro Storico - Napoli

Cyop&Kaf – Centro Storico – Napoli

Per Cyop&Kaf insomma siamo tutti (o molti di noi lo sono) dolorosamente polli. Qualcuno forse è ancora salvo, l’aria non è proprio sveglia, ma alcuni polli certo non sembrano portare carichi pesanti, anche se forse lo sguardo non è più così limpido come un tempo.
Polli così incredibilmente simili ai passanti che nessuno si accorse della loro comparsa.
L’etichetta appiccicata in fretta di street art napoletana cancellò o aiutò a cancellare quello che quei polli cercavano di indicare. Poichè si sa che quando c’è un dito che indica la luna i più guardano al dito….

Cyop&Kaf - Centro Storico - Napoli

Cyop&Kaf – Centro Storico – Napoli

La lenta trasformazione dei cittadini e la loro addomesticazione alle più grosse schifezze e all’accettazione dello straordinario (soprattutto se fuori legge) come ordinario e quindi legge, avrebbe portato conseguenze drammatiche di cui sarebbe stato difficile liberarsi.
Difficile riprendere il volo.
E la cronaca di oggi, con tanti morti per strada, con interi territori devastati da discariche abusive di cui tutti sapevano e davanti alle quali tutti hanno chiuso gli occhi, per presevare un piccolo o grande tornaconto personale, non fa che confermare che in fondo quei polli ci avevano visto giusto e che sarebbe stato più utile seguirne il volo.

P.S.: Le foto di questo post sono tutte analogiche, insomma stampate, e sono state scattate con una macchina fotografica “quasi” giocattolo da MdM con la quale all’epoca andavo a caccia di polli!