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Per qualche giorno ancora alla 999contemporary di Roma è in corso una personale di Hitnes
Se avete modo e tempo andate a vedere la raccolta di psicosi più affacinante che potrete nai vedere riprodotta su carta.
La personale è un piccolo grande incanto dove si alternano le emozioni.
Ammetto che solo una delle psicosi mi inquieta e non sono riuscita a reggerla a lungo: la “Psicosi del fuoco”.
Tutte le altre hanno esercitato su di me un fascino particolare e sarei stata a lungo a guardarle.

Psicosi del cavolo - Hitnes

Psicosi del cavolo – Hitnes

La grande ironia che nasconde la “Psicosi del cavolo”, con quel bruco centrake che ci guarda innocente con i suoi grandi occhioni, trova il giusto equilibrio nel dramma che si sta per compiere nella “Psicosi del girino”.
E quelle volute violette ed azzurre, che ricordano poi così tanto quelle di un cervello fanno pensare che quel bruco sia più che altro un tarlo, un pensiero fisso, che gira e rigira nella nostra testa.

Psicosi del girino - Hitnes

Psicosi del girino – Hitnes

E comunque anche lì, nella Psicosi del girino come si farà a salvarsi dal proprio destino infausto tra pesci ed uccelli? L’eterna legge del grande che mangia il piccolo sarà rispettata anche in questo caso? Tutti in realtà tifiamo perchè quei girini si salvino nuotando fuori dal foglio e lasciando i loro predatori con tanto un palmo di naso.
Che dire poi della “Psicosi dei rami” a loro modo preoccupati di finire a far da nido a qualche grosso uccello o della “Psicosi delle ninfee”, che temono ad ogni pie’ sospinto di essere spazzate via dalla zampa o dal becco di un qualche uccello che rimesta nel fondo.

Psicosi dei rami - Hitnes

Psicosi dei rami – Hitnes

Si dirà che sono vegetali e che non possono avere sentimenti e psicosi, eppure quale certezza possiamo averne noi?

Psicosi delle nifee - Hitnes

Psicosi delle nifee – Hitnes

Hitnes è un attento osservatore non solo della biologia, della fisiologia e dell’ecologia degli animali e delle piante ma soprattutto è un acuto osservatore della realtà da cui per scelta consapevole elimina l’uomo, lasciando alla natura descrivere quelle che in fondo sono le nostre stesse paure: la possibilità di perdere le nostre sicurezze, i nostri nidi, la possibilità che venga meno la possibilità di crescere e svilupparci, che la libertà ci venga ancor più limitata, che la possibilità di speculare ci venga completamente sopita.

Psicosi dello squalo - Hitnes

Psicosi dello squalo – Hitnes

Ciascuna psicosi è un viaggio piuttosto irrequieto dall’esterno, dalla periferia di noi stessi, ad un centro ricco di dettagli che in qualche modo trovano un equilibrio ed una corrispondenza con il centro di ciascuno di noi. Solo quando quel centro è stato indagato con attenzione, con la lente d’ingrandimeto per osservare la più piccola minuzia, ci si sente più appagati, più sereni ed in qualche maniera pronti per andare nuovamente ad indagare la periferia. Si scopre così che un passo è stato fatto per superare quella psicosi e che un po di pace con se stessi è fatta.

Ecco.

Di tutto questo non volevo ancora parlare perché non tutto è sedimentato, ma poi, qualche giorno fa, Balck Napkin in Flickr ha caricato alcune sue foto, tra cui queste due:

Black Napkin

Black Napkin

Black Napkin

 

che per qualche strano motivo hanno trovato una forte eco con le psicosi di Hitnes. Almeno dentro di me.
E allora forse è comunque il tempo di parlarne e che magari qualcun altro si possa andare a misurarsi con esse.

P.S. Mi scuso con Hitnes per la pessima qualità delle foto che non rendono giustizia del suo lavoro.

P.S.1: Le foto di Black Napkin possono essere viste qui: http://www.flickr.com/photos/simofore/with/11804264153/